I laboratori di Areté Ensemble

Da anni Areté Ensemble si occupa di formazione teatrale organizzando laboratori a livello nazionale per studenti, professori, amatori e professionisti. Nelle scuole sono chiamati come esperti per progetti P.O.N. e P.O.F. oltre a realizzare laboratori di formazione attoriale per diversi teatri italiani.

La vita tra le righe

Da anni Areté Ensemble si occupa di formazione teatrale organizzando laboratori a livello nazionale per studenti, professori, amatori e professionisti. Nelle scuole sono chiamati come esperti per progetti P.O.N. e P.O.F. oltre a realizzare laboratori di formazione attoriale per diversi teatri italiani.

Oltre il confine

Laboratorio teatrale settimanale

A cura di Areté Ensemble con Saba Salvemini e Annika Strøhm realizzato in collaborazione con Bass Culture e Officina degli Esordi

Lavoreremo a canovaccio su un plot narrativo imbastito da Areté Ensemble che permetterà ai partecipanti di avventurarsi in un laboratorio teatrale estremamente pratico e finalizzato ad una messa in scena finale (che si realizzerà al Teatro Kismet Opera) alla fine di maggio. Sentiamo la necessità di raccontare una storia che abbiamo scritto qualche anno fa. La necessità di rimetterla in scena con un laboratorio teatrale. Una storia avvincente e provocatoria sull’immigrazione. Quest’anno cerchiamo dei partecipanti che abbiano il desiderio di fare parte di un progetto che non sia solo formativo. Il desiderio di fare un viaggio ed alla fine di guidare in questo viaggio anche il pubblico. 

Per questo nasce OLTRE IL CONFINE. 

Lavoreremo sulle tecniche d’attore, la scrittura scenica e la traduzione in azione della scrittura ed al contempo ci immergeremo in questa storia ricca di paradossi e teatro. 

DUE PAROLE SUL LAVORO TEATRALE 

La vita dell’attore in scena e fuori scena… Come si possono unire il suo corpo, la voce, i pensieri, i sentimenti? Un viaggio dentro di sé, nelle relazioni umane, nel teatro. Un appuntamento settimanale per conoscersi e raccontare attraverso il gioco del teatro. Negli incontri ci scalderemo corpo, voce e cuore con training, giochi attoriali, improvvisazioni. Lavoreremo su scene e monologhi. In questo laboratorio useremo la tecnica del canovaccio. Scopriremo strumenti teatrali che ci faranno sentire vivi sul palco (e fuori) ed attraverso il gioco troveremo un accordo tra il corpo, la mente e i sentimenti dell’attore per fare in modo che possa giocare con serenità e piacere una storia. Impareremo a leggere e creare un testo, metterlo in scena e giocarlo. Per un teatro che aiuta a conoscere me stesso e l’altro, a giocarmi in scena e fuori scena. …Cos’è il canovaccio? Con il canovaccio non hai un testo scritto e definito da imparare a memoria. Si lavora con una “situazione data” in cui l’allievo mano a mano che la “ripete” trova nuovi indizi, la struttura e individua il testo necessario per “raccontare” al meglio la storia di quella scena. DUE PAROLE SULLA STORIA DELLO SPETTACOLO E se oggi fossi tu a dover partire? Se fossi obbligato? Se non avessi altra scelta? E se non potessi scegliere tu la destinazione? E se in questo viaggio non fossi solo? Alcune delle domande che qualche anno fa hanno fatto partire la storia di

OLTRE IL CONFINE. 

Non faremo un lavoro drammatico. Quando facciamo teatro raccontiamo la vita tutta intera: i litigi e gli abbracci, le grida e i canti, i pianti di disperazione e quelli di gioia. Sarà una storia umana fatta da un gruppo di esseri umani che si incontra in una notte buia spinto dalla speranza. Una storia ricca di sorprese che ci porterà a scoprire qualcosa di più su di noi, sugli altri, sul gioco delle relazioni e sul quello del potere. Ci divertiremo a giocare questa storia!

A PROPOSITO DI GIOCHI DI PAROLE 

L’arte e il teatro sono legate come la vita all’illusione, anzi le prime due fanno dell’illusione la loro regola di vita. A quest’illusione serve un senso, una direzione di marcia dell’azione, dei sentimenti e dei pensieri. Un senso quanto più amplio possibile, che avvolga tutto il tuo interno così come tutto quello che ti circonda. Quanto più è forte il senso dell’illusione quanto più la passione sboccia e fiorisce dando infinito carburante alla splendida macchina teatrale della vita. Quest’anno ci illudiamo collaborare un poco allo sviluppo del mondo umano perché si comprenda un poco di più e lasci più spazio all’empatia…ci illudiamo di farlo realizzando questo laboratorio teatrale annuale che abbia come scopo finale la realizzazione di uno spettacolo/saggio incentrato sull’immigrazione e sul paradosso del clandestino nella storia dell’umanità. Un grande viaggio per accendere la passione del teatro e dell’empatia in noi e nel pubblico. Un viaggio teatrale che ci guiderà in una notte buia in cui si può ancora vivere. Lo facciamo perché crediamo che sia un’illusione possibile e utile.

DOVE 

Il laboratorio si terrà all’Officina degli Esordi di Bari in Via Francesco Crispi, 5. Per il parcheggio se si desidera c’è una convenzione con il parcheggio San Francesco a 1 euro all’ora.

A CHI E’ RIVOLTO 

Rivolto a tutte quelle persone che hanno il desiderio di scoprire il teatro, il suo gioco e la sua profondità…e credono che l’arte possa ancora dare qualcosa all’umanità. ORARI Lavoreremo il mercoledì dalle 18:30 alle 21:30. Il laboratorio è a numero chiuso. Si comincia il 16 ottobre. Il 25 settembre dalle ore 18:00 alle 19:30 ci sarà una piccola presentazione del progetto per chi è indeciso o vuole saperne di più. A breve verrà pubblicato all’evento Facebook il calendario delle lezioni. Per le prenotazioni contattare l’Officina degli esordi: info@officinadegliesordi.it Potete contattarci su direzione@areteensemble.com per ulteriori informazioni. Al termine del percorso è previsto uno spettacolo finale (realizzato al Teatro Kismet Opera)

COSTI 

70,00 euro al mese. Il mese è composto di 4 lezioni.

UN PICCOLO EXCURSUS SULLA NOSTRA FORMAZIONE 

Saba Salvemini si diploma alla scuola del Teatro Stabile di Genova nel 2000 mentre Annika Strøhm si diploma alla Nordic Theatre Academy nel 2001. Seguiamo poi per 4/5 anni il lavoro di Jurij Alshitz e dei suoi allievi G. Borgia e C. Di Domenico con cui fondiamo la Compagnia delle formiche. Nel frattempo partecipiamo saltuariamente a brevi workshop con diversi maestri europei (P. Byland, D. Manfredini, P. Nani, Rena Mirecka…). Al termine di questa esperienza seguiamo per due anni i laboratori tenuti da Anton Milenin. Nel 2007 lasciamo lo studio del lavoro di Milenin per fondare Areté Ensemble e cominciare cosi lo sviluppo di una nostra poetica. L’esigenza di apprendere ci spinge nel 2009 a frequentare i laboratori di Jean-Paul Denizon (attore e aiuto regista di Peter Brook) che abbiamo seguito per 4 anni e che ha curato la regia della nostra produzione “Una scimmia all’Accademia” di F. Kafka. L’esperienza fatta con ogni maestro si è concretizzata di volta in volta con uno o più spettacoli della compagnia. Il laboratorio utilizzerà i diversi strumenti appresi in questi anni, prediligendo il punto di vista di Jean-Paul Denizon, la nostra ultima guida. Se nel laboratorio settimanale OLTRE IL CONFINE lavoriamo sul canovaccio nei laboratori intensivi de LA VITA TRA LE RIGHE lavoriamo sul testo, la sua analisi e la sua traduzione in azione scenica. Ci occupiamo da anni di formazione e pedagogia teatrale.

La porta magica

Piano progettuale di Areté Ensemble per i docenti della SCUOLA PRIMARIA e SECONDARIA di I° e II ° GRADO

LA PORTA MAGICA

Un laboratorio teatrale per “FAR VEDERE”

Progetto per la formazione del corpo docente per il potenziamento capacità espressive e comunicative attraverso l’uso del Teatro e della pedagogia teatrale

PROPOSTA DI ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO Titolo del progetto: LA PORTA MAGICA

DURATA: E’ possibile scegliere di realizzare il progetto in 30 ore o 50 ore.

DURATA APPUNTAMENTI: 3 ore

RIVOLTO ai docenti

ELABORATO FINALE: Verrà realizzato un elaborato finale che verrà presentato all’interno dell’Istituto. La durata e la qualità dell’elaborato finale saranno proporzionati alla durata del laboratorio. Il progetto è in parte rivedibile ed è possibile anche fare il laboratorio senza inserire lo spettacolo finale, ma concentrandosi solo sugli esercizi e i giochi necessari al potenziamento delle capacità espressive e comunicative.

IL PROGETTO IN DUE RIGHE

LA PORTA MAGICA utilizza tecniche teatrali, narrative e di “socioteatro” per sviluppare ed approfondire tecniche comunicative ed espressive e per dotare il corpo docente di ulteriori strumenti per la trasmissione dell’informazione e della passione relative alla proprio disciplina. Gli strumenti teatrali (giochi, esercizi, scene) saranno direttamente applicati alle materie di insegnamento dei docenti. Migliorando così le loro competenze comunicative…perché una lezione (ed i professori lo sanno bene) è anche un grande spettacolo.

Il lavoro è finalizzato innanzi tutto al potenziamento delle capacità espressive e comunicative ed alla loro applicazione alle materie di insegnamento. Tutto questo lo realizzeremo attraverso alla creazione di uno spettacolo teatrale che prendendo ispirazione da un canovaccio narri le avventure di un gruppo di docenti che dovranno sopravvivere senza studenti. In questo gioco in cui i docenti si “faranno studenti” si intende anche presentare agli allievi il mondo dei “professori” a volte così inspiegabilmente lontano e misterioso. La storia di un gruppo di docenti che rimasti senza allievi sono costretti a insegnar la propria materia ad altri professori che, facendosi a loro volta allievi, ne combineranno di cotte e di crude…fino all’arrivo del dirigente scolastico. Uno spettacolo finale per conoscersi. Per scoprire un nuovo punto di vista sulle materie, il loro modo di trasmetterle e su chi sta dall’una e dall’altra parte della cattedra. Nel preparare lo spettacolo faremo tutti quegli esercizi e quel lavoro che è strumento del potenziamento espressivo. Nello spettacolo i partecipanti potranno inserire momenti di narrazione “personale” e momenti più ludici e teatrali. Il laboratorio intende essere di integrazione agli strumenti che già il corpo docente possiede.

Al termine del progetto potrete trovare il nostro curriculum breve ed in allegato il Curriculum europeo completo. Restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti.

APPROFONDIMENTO DEL PROGETTO PERCORSO FORMATIVO, ATTIVITA’, METODOLOGIE E STRUMENTI:

Mettiamo l’attenzione sulla realizzazione dello spettacolo perché nel suo processo di realizzazione si racchiudono già buona parte dei passaggi necessari a raggiungere l’obiettivo dell’incremento delle capacità comunicative. All’occorrenza potremmo limitare il lavoro ai semplici esercizi, ma è necessario premettere che sarebbe tutto troppo “comodo” e quindi darebbe risultati minori.

Nelle 30/50 ore a disposizione condivideremo quel processo teatrale che partendo da un canovaccio e dalle proprie esperienze di vita arriva alla vita scenica, concentrandosi sul linguaggio del corpo. Il corpo racconta tutto quello che non ci diciamo con le parole, ci parla della relazione che abbiamo con gli altri, con una certa situazione, con noi stessi. La coscienza del linguaggio corporeo è strumento base per la trasmissione dell'”informazione”.

Essendo più consapevoli di come ci esprimiamo con il nostro corpo possiamo abbandonarci al gioco teatrale ed alle sue storie con maggiore calma e piacere. Inoltre ci è possibile prendere consapevolezza del nostro “modus” espressivo ed arricchirlo.

Un lavoro sull’improvvisazione guidata in modo che poco alla volta il partecipante arrivi alla comprensione della “materia testuale” ed a un gioco scenico consapevole e non posticcio.

Oltre a questo lavoro ci si concentrerà molto su una serie di giochi ed esercizi teatrali finalizzati alla trasmissione dei concetti, delle immagini e della storia. Per radicare nei partecipanti alcuni strumenti chiave per lo sviluppo delle capacità comunicative relative alle proprie discipline scolastiche. Vedremo anche alcune tecniche di PNL (Programmazione Neuro Linguistica), di Analisi Transazionale e di altri strumenti di carattere “psicologico” finalizzati al miglioramento della comunicazione “sottile”.

Abbiamo preferito dividere il laboratorio in 5 aree tematiche: Il gioco e la comunicazione, Tecniche di lettura, Recito raccontando, La comunicazione sottile, La messa in scena.

Il progetto comprenderà:

– MOD.1 – Il gioco e la comunicazione: 5/10 ore di gioco teatrale finalizzato esclusivamente allo sviluppo della comunicazione verbale e fisica.

Tra gli esercizi che andremo a fare ci saranno molti giochi di:

– Improvvisazione verbale e in azione

– Giochi sulle analogie.

– Improvvisazioni strutturate, concettuali e fisiche.

– Giochi metafora (come trasformare un gioco/esercizio teatrale in una metafora “corporea” del concetto da insegnare)

– MOD.2: Tecniche di lettura: 2 ore. Formazione sulle tecniche di lettura.

– MOD.3: Recito raccontando: 10/20 ore in cui i partecipanti alterneranno i racconti delle proprie esperienze a piccole improvvisazioni su scene relative al canovaccio prescelto. Giochi, narrazione, esercizi e training teatrali.

Tra gli esercizi che andremo a fare ci saranno molti giochi di:

– Improvvisazione verbale e in azione

– Giochi sulle analogie.

– Giochi e improvvisazioni sulle relazioni a 2/3 personaggi, sulle dinamiche comiche e le leggi che le

sottendono.

– Giochi per la creazione dell’ensemble – molti saranno gli esercizi teatrali per far si che si crei una

relazione d’ensemble quanto più viva possibile.

– Ritmo e movimento

– Movimento in gruppo ed individuale

– Coralità

– Esercizi pratici per giocare con il corpo e riscoprirlo come strumento utile a narrare una storia e per vivere meglio.

– MOD.4: La comunicazione sottile: 3/6 ore di lavoro finalizzate allo sviluppo di alcune tecniche di comunicazione sottile. Per comprendere come individuare i messaggi più profondi ed apparentemente nascosti. Per comprenderci meglio e poter così comprendere meglio.

Vedremo anche alcune tecniche di PNL (Programmazione Neuro Linguistica), di Analisi Transazionale e di altri strumenti di carattere “psicologico” finalizzati al miglioramento della comunicazione “sottile”. Vedremo:

Tecniche di scrittura e messa in scena sottile

Metodi di lettura “sottile” del testo

Tecniche di recitazione e interpretazione “sottili”

Tecniche di PNL

Analisi Transazionale

– MOD.5: La messa in scena: 10/12 ore di lavoro per la realizzazione della messa in scena. I racconti dei partecipanti, le prove sul canovaccio, le improvvisazioni, i giochi, le scene fatte…verranno utilizzate per la messa in scena finale, lo spettacolo . Per raccontare al pubblico una storia che sia interamente chiara e comprensibile sia dal punto di vista della scrittura che dell’interpretazione, come se fosse una “grande lezione” a più voci..

Uno spettacolo ricco e sorprendente. In una prima fase si utilizzerà il materiale fornito dai partecipanti e nella seconda, quella conclusiva, il materiale fornito verrà “messo in forma” inserendo nel lavoro una struttura più “rigida” capace di far sì che la pièce funzioni. Quest’ultima fase prenderà più tempo e verrà realizzata in modo “dolce” così che i partecipanti possano arrivare alla forma definitiva avendo avuto quanto più tempo possibile per comprenderla e condividerla. E’ necessario premettere che questo è solo un progetto. Il lavoro comincia quando ci si incontra con gli allievi/docenti giacchè è su di loro e con loro che si creano gli incontri e lo spettacolo finale.

Lo spettacolo verrà messo in scena utilizzando gli spazi all’aperto o al chiuso dell’istituto per creare uno spettacolo dinamico e divertente.

METODOLOGIE TEATRALI

Verranno adottate diverse metodologie prese da vari settori della ricerca teatrale e corporea: la scuola russa per quel che concerne l’analisi del testo (A. Vassiliev); la scuola francese (Peter Brook) per quel che riguarda le relazioni e l’uso del corpo in scena; la danza contemporanea per l’approfondimento sulle possibilità espressive del corpo e le parti danzate; il teatro “classico” per le nozioni di base di messa in scena e dizione; la Commedia dell’arte per la comprensione basilare delle dinamiche comiche (lazzo); tecniche di canto teatrali per le parti cantate. L’uso degli strumenti sarà proporzionato all’età dei partecipanti.

Riguardo alla scelta delle metodologie non ci dilunghiamo più di tanto è possibile evincere dai nostri curricula che negli anni abbiamo studiato e lavorato con importanti e qualificati maestri europei – bagaglio teatrale che condividiamo con piacere.

Ne approfittiamo per dire che il diploma presso la Scuola del Teatro Stabile di Genova è, nel mondo del teatro, pari ad una laurea, se non di più. In Italia le scuole riconosciute e sovvenzionate dallo Stato sono poche e l’accesso avviene solo tramite una stretta selezione. Non esistono Università del teatro ed i corsi universitari teatrali sono meramente teorici.

Su www.areteensemble.com è possibile vedere alcuni lavori realizzati, recensioni…

 

COMPETENZE ATTESE

– Incremento delle competenze comunicative e di trasmissione dell’informazione primaria e “sottile”

– Incremento della comprensione e della consapevolezza dei partecipanti riguardo alle potenzialità

espressive del proprio corpo

– Incremento del gusto “del gioco” nel preparare e “fare” una lezione

– Potenziamento degli strumenti per raccontarmi e raccontare in maniera più avvincente ed

interessante;

– Incremento della comprensione e della consapevolezza dei partecipanti riguardo alle

problematiche dell’insegnamento (e loro risoluzione) che riguardano gli studenti

– Sviluppo della consapevolezza del proprio corpo, la percezione dello spazio e il rapporto con gli altri

attraverso lo sviluppo di forme espressive teatrali

– Sviluppo della capacità di stare con se stessi e con gli altri in scena e nella vita;

– Il teatro come piacere. Come luogo in cui mi è dato di giocare con me e con gli altri;

– La comprensione che qualsiasi cosa la si può fare assieme e che è necessario ascoltarsi;

– Sviluppo delle capacità di condivisione di tematiche lontane e vicine agli interessi primari dei

partecipanti;

– Aumento della consapevolezza corporea e della qualità del movimento;

– Incremento delle capacità comunicative ed espressive del gruppo e dei singoli partecipanti;

– Acquisizione minimo di un know-how in campo teatrale;

– Miglioramento delle capacità di lettura.

METODOLOGIE VALUTATIVE

Verranno utilizzate per la valutazione le seguenti metodologie:

Valutazione in entrata: test teorico con questionario-Test pratico un piccolo esercizio teatrale per valutare le capacità di partenza degli allievi.

Valutazione in-itinere: test teorico con questionario, una lettura di un testo in dizione, una prova pratica che consisterà nella messa in scena di una parte della pièce a scelta.

Valutazione finale: test teorico con questionario, una lettura di un testo in dizione, lo spettacolo finale.

Le 4 metodologie saranno tutte impostate e realizzate all’insegna del gioco teatrale e del suo utilizzo come mezzo di comprensione e miglioramento della consapevolezza personale e sociale.

Curriculum breve

SABA SALVEMINI

Si diploma alla Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 2000. Si trasferisce in Puglia nel 2001 dove si specializza studiando con J. Alschitz e i suoi allievi. Attore di ricerca ed in continua formazione frequenta, negli anni, numerosi laboratori tenuti da diversi maestri europei. Ha studiato/lavorato, tra gli altri, A. Milenin, J.P. Denizon, P. Byland, Cora Bos-Kroese, G. Borgia, S. Gonnella, T. Ludovico, G. Gotti, L. Sicignano…Ha condotto diversi laboratori teatrali per professionisti e principianti oltre che a numerosi PON per diversi Istituti della provincia di Bari.

ANNIKA STRØHM

Annika Strøhm ha iniziato i suoi studi alla scuola del Nordic Black Theatre di Oslo. Si è diplomata alla Nordic Theatre Academy del Dott. Prof. Jurij Alschitz e con lui ha lavorato in diversi spettacoli. Tra gli altri ha studiato/lavorato con A. Milenin, J.P. Dénizon, G. Borgia, Grete Sneltvedt, C. Moustache, T. Ludovico…. Negli anni ha lavorato come docente per la Compagnia delle Formiche, Koreja Cantieri Teatrali, Areté Ensemble in Italia e all’estero.

ARETÉ ENSEMBLE

Areté Ensemble è un’associazione culturale nata da un’idea di Annika Strøhm e Saba Salvemini che ne compongono il nucleo principale a cui si sono uniti un ensemble di artisti internazionale. La compagnia debutta nel anno 2007 con La notte poco prima delle foreste di B.M. Koltès, da allora ha realizzato diversi spettacoli teatrali che hanno circuitato in Italia e all’estero con notevole successo: Clitemnestra o il Crimine (2008), The Problem (2010), Medea (2011), Una Scimmia all’Accademia (2012), I vestiti nuovi dell’Imperatore (2014). Collabora con il Teatro Kismet Opera di Bari e da anni si occupa di formazione teatrale in diverse scuole del barese. Si dedica inoltre alla produzione cinematografica. I suoi cortometraggi sono stati selezionati da festival italiani e esteri ottenendo diversi riconoscimenti. Areté Ensemble ricerca una semplicità teatrale. Per far questo ha avviato uno studio sul lavoro d’attore, lettura del testo e incontro con il pubblico.

La scuola in un sogno

Piano progettuale di Areté Ensemble per la SCUOLA PRIMARIA e SECONDARIA di I° e II° GRADO LA SCUOLA IN UN SOGNO

Un avventuroso laboratorio teatrale Progetto formativo per il potenziamento, l’approfondimento e il recupero delle abilità linguistiche attraverso l’uso del Teatro e della pedagogia teatrale

PROPOSTA DI ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO Titolo del progetto: LA SCUOLA IN UN SOGNO

DURATA: E’ possibile scegliere di realizzare il progetto in 30 ore o 50 ore.

DURATA APPUNTAMENTI: 3 ore

RIVOLTO agli allievi di 4° e 5° elementare o agli allievi di tutto il triennio delle scuole Medie. ELABORATO FINALE: Verrà realizzato un elaborato finale che verrà presentato all’interno dell’Istituto. La durata e la qualità dell’elaborato finale saranno proporzionati alla durata del laboratorio.

IL PROGETTO IN DUE RIGHE

LA SCUOLA IN UN SOGNO utilizza tecniche teatrali, narrative e di “socioteatro” per raccontare i ragazzi e permettere loro di raccontarsi attraverso il teatro e le sue forme. Migliorando così le loro competenze linguistiche e sensibilizzando i partecipanti alle tematiche inerenti l’ambiente ed il disagio giovanile. Aiutando i giovani a star bene con se stessi, ad aprirsi ai compagni e alla vita attraverso il gioco del teatro.

Il lavoro è finalizzato innanzi tutto al potenziamento, l’approfondimento e il recupero delle abilità linguistiche ed alla inclusione ed il recupero dei ragazzi con maggiori difficoltà linguistiche e di socializzazione (dropout). Tutto questo lo realizzeremo attraverso la creazione di uno spettacolo teatrale che prendendo ispirazione da un canovaccio narri le avventure di un gruppo di giovanissimi che dovranno sopravvivere senza adulti. Nello spettacolo i partecipanti potranno inserire momenti di narrazione “personale” e momenti più ludici e teatrali. La storia fungerà da pretesto anche per affrontare tematiche ambientali e per mettere in luce e superare (attraverso il gioco teatrale) alcuni meccanismi di relazione propri del bullismo e del rapporto uomo/donna perché si possano trovare attraverso il teatro nuovi meccanismi di relazione più rispettosi dell’altro e positivi.

Al termine del progetto potrete trovare il curriculum breve di Saba Salvemini e Annika Strøhm ed in allegato il Curriculum europeo completo.

Restiamo a disposizione per ulteriori approfondimenti.

APPROFONDIMENTO DEL PROGETTO PERCORSO FORMATIVO, ATTIVITA’, METODOLOGIE E STRUMENTI:

Nelle 30/50 ore a disposizione condivideremo quel processo teatrale che partendo da un canovaccio e dalle proprie esperienze di vita arriva alla vita scenica, concentrandosi sul linguaggio del corpo. Il corpo racconta tutto quello che non ci diciamo con le parole, ci parla della relazione che abbiamo con gli altri, con una certa situazione, con noi stessi.

Essendo più consapevoli di come ci esprimiamo con il nostro corpo possiamo abbandonarci al gioco teatrale ed alle sue storie con maggiore calma e piacere. Inoltre ci è possibile prendere consapevolezza del nostro “modus” espressivo ed arricchirlo.

Un lavoro sull’improvvisazione guidata in modo che poco alla volta l’allievo arrivi alla comprensione della “materia testuale” ed a un gioco scenico consapevole e non posticcio.

Oltre a questo lavoro si inseriranno alcuni piccoli momenti di danza e di espressione corporea così che i partecipanti possano poco alla volta prendere coscienza del proprio corpo e delle dinamiche narrative proprie della danza, della gestualità e del proprio modo di relazionarsi con gli altri nella vita.

Inoltre ci sarà una piccola parte relativa al canto ed al coro. Gli elementi sviluppati verranno inseriti nello spettacolo.

Abbiamo preferito dividere il laboratorio in 5 aree tematiche: Storia del teatro/Dizione, Recito raccontando, La danza, Il canto, La messa in scena.

Il progetto comprenderà:

– MOD.1 – Storia del teatro/Dizione: 2/4 ore di studio teorico della Storia del teatro e la dizione. Poche nozioni base apprese e memorizzate attraverso il gioco.

– MOD.2: Recito raccontando: 15/25 ore in cui i partecipanti alterneranno i racconti delle proprie esperienze a piccole improvvisazioni su scene relative al canovaccio prescelto. Giochi, narrazione, esercizi e training teatrali.

Tra gli esercizi che andremo a fare ci saranno molti giochi di:

– Improvvisazione verbale e in azione

– Giochi sulle analogie.

– Giochi e improvvisazioni sulle relazioni a 2/3 personaggi, sulle dinamiche comiche e le leggi che le

sottendono.

– Giochi per la creazione dell’ensemble – molti saranno gli esercizi teatrali per far si che si crei una

relazione d’ensemble quanto più viva possibile.

– Esercizi pratici per giocare con il corpo e riscoprirlo come strumento utile a narrare una storia e per

vivere meglio.

– MOD.3: La danza: 3/6 ore di lavoro finalizzate all’individuazione di alcuni momenti danzati da inserire nello spettacolo. Si intende lavorare con i partecipanti secondi i principi della Danza Contemporanea (dove ognuno fa un preciso movimento a “proprio modo”) per valorizzare le singole doti e peculiarità dei partecipanti.

Esercizi

di movimento in gruppo ed individuale

di narrazione danzata.

di ritmo e movimento

di ensemble

– MOD.4: Il canto: 2/5 ore finalizzate al canto corale. Ricercando l’origine della propria voce del proprio essere. Attraverso il canto corale sviluppare delle melodie che i partecipanti potranno poi inserire nello spettacolo.

Esercizi di:

Canto corale

Canto e movimento  Ritmo

Vocalizzazione e solo

– MOD.5: La messa in scena: 8/10 ore di lavoro per la realizzazione della messa in scena. I racconti dei partecipanti verranno utilizzati per comprendere meglio le dinamiche della pièce che si metterà in scena tra teatro e musical. Le scene, le danze ed i canti preparati verranno messi in scena ed allestiti in questa ultima fase per far si che lo spettacolo sia ricco e sorprendente. In una prima fase si utilizzerà il materiale fornito dagli allievi (canti, danze, scene) e nella seconda, quella conclusiva, il materiale fornito verrà “messo in forma” inserendo nel lavoro una struttura più “rigida” capace di far sì che la pièce funzioni. Quest’ultima fase prenderà più tempo e verrà realizzata in modo “dolce” così che lo studente possa arrivare alla forma definitiva avendo avuto quanto più tempo possibile per comprenderla e condividerla. E’ necessario premettere che questo è solo un progetto. Il lavoro comincia quando ci si incontra con gli allievi giacche è su di loro e con loro che si creano gli incontri e lo spettacolo finale.

Lo spettacolo verrà messo in scena utilizzando gli spazi all’aperto o al chiuso dell’istituto per creare uno spettacolo dinamico e divertente.

METODOLOGIE TEATRALI

Verranno adottate diverse metodologie prese da vari settori della ricerca teatrale e corporea: la scuola russa per quel che concerne l’analisi del testo (A. Vassiliev); la scuola francese (Peter Brook) per quel che riguarda le relazioni e l’uso del corpo in scena; la danza contemporanea per l’approfondimento sulle possibilità espressive del corpo e le parti danzate; il teatro “classico” per le nozioni di base di messa in scena e dizione; la Commedia dell’arte per la comprensione basilare delle dinamiche comiche (lazzo); tecniche di canto teatrali per le parti cantate. L’uso degli strumenti sarà proporzionato all’età dei partecipanti.

Riguardo alla scelta delle metodologie non ci dilunghiamo più di tanto è possibile evincere dai nostri curricula che negli anni abbiamo studiato e lavorato con importanti e qualificati maestri europei – bagaglio teatrale che condividiamo con piacere.

Ne approfittiamo per dire che il diploma presso la Scuola del Teatro Stabile di Genova è, nel mondo del teatro, pari ad una laurea, se non di più. In Italia le scuole riconosciute e sovvenzionate dallo Stato sono poche e l’accesso avviene solo tramite una stretta selezione. Non esistono Università del teatro ed i corsi universitari teatrali sono meramente teorici.

Su www.areteensemble.com è possibile vedere alcuni lavori realizzati, recensioni…

COMPETENZE ATTESE

– Incremento delle competenze linguistiche, attraverso il linguaggio teatrale su tematiche inerenti i giovani e la società

– Incremento della comprensione e della consapevolezza dei partecipanti riguardo alle tematiche inerenti l’ambiente ed il suo rispetto

– Incremento della comprensione e della consapevolezza dei partecipanti riguardo alle tematiche inerenti il disagio giovanile, il rispetto e accettazione dell'”altro/prossimo”, la possibilità di creare nuovi modelli di comportamento più positivi e comprensivi.

– Sviluppo della consapevolezza del proprio corpo, la percezione dello spazio e il rapporto con gli altri attraverso lo sviluppo di forme espressive teatrali e musicali.

– Sviluppo della capacità di stare con se stessi e con gli altri in scena e nella vita;

– Il teatro come piacere. Come luogo in cui mi è dato di giocare con me e con gli altri;

– La comprensione che qualsiasi cosa la si può fare assieme e che è necessario ascoltarsi;

– Sviluppo delle capacità di condivisione di tematiche lontane e vicine agli interessi primari dei

partecipanti;

– Aumento della consapevolezza corporea e della qualità del movimento;

– Sviluppo della capacità canore e di canto corale;

– Incremento delle capacità comunicative ed espressive del gruppo e dei singoli partecipanti;

– Come raccontarmi in maniera più avvincente ed interessante;

– Acquisizione minimo di un know-how in campo teatrale;

– Miglioramento della dizione e delle capacità di lettura;

– Sviluppo delle conoscenze di base della storia del teatro.

METODOLOGIE VALUTATIVE

Verranno utilizzate per la valutazione le seguenti metodologie:

Valutazione in entrata: test teorico con questionario-Test pratico un piccolo esercizio teatrale per valutare le capacità di partenza degli allievi.

Valutazione in-itinere: test teorico con questionario, una lettura di un testo in dizione, una prova pratica che consisterà nella messa in scena di una parte della pièce a scelta.

Valutazione finale: test teorico con questionario, una lettura di un testo in dizione, lo spettacolo finale.

Le 4 metodologie saranno tutte impostate e realizzate all’insegna del gioco teatrale e del suo utilizzo come mezzo di comprensione e miglioramento della consapevolezza personale e sociale.

Magic box

Magic Box è un appuntamento mensile in cui gli allievi dei laboratori di Areté Ensemble hanno modo di condividere con un pubblico i lavori sviluppati durante lezioni. E’ una specie di prova aperta in cui si aprono al pubblico le bozze delle scene, degli studi e degli spettacoli degli allievi. Il teatro è una condivisione, un dono che si fa e non può esistere senza il pubblico inoltre l’attore incontrandolo cresce tantissimo. Magic Box lo facciamo negli spazi dell’Officina degli Esordi…ogni volta ne viene fuori una serata piacevole, in cui il bar è aperto, qualche amico viene, qualche cliente si ferma, si spilucchiano piccole scene, atti unici…ci si “fa le ossa” in un semplice stare assieme.

Presentazione fotografica